Recentemente, Decripto.org ha pubblicato un articolo dal titolo provocatorio: "Swag è un Ponzi, archiviata la querela contro Decripto. I giudici: 'Ha scritto il vero, nessuna evidenza di sostenibilità'". Questo titolo, però, solleva dubbi sull'interpretazione della sentenza e sulla linea editoriale adottata dal giornale. Conoscendo il mondo del giornalismo, soprattutto in Italia, mi sembra evidente come creare uno scoop diventi spesso più importante del rispetto per i fatti e delle conseguenze che certe affermazioni possono avere.

La mia esperienza personale come cliente Swag
Da cliente Swag, riconosco che negli ultimi tempi ci sono stati alcuni problemi tecnici che hanno reso le procedure di prelievo più laboriose rispetto al passato. Tuttavia, è importante sottolineare che non mi è mai stato tolto un centesimo. Ogni mia richiesta è stata gestita in modo tempestivo, e i miei prelievi sono sempre stati completati, generalmente in pochi giorni, anche con un weekend di mezzo.
Critica costruttiva o disinformazione?
L'articolo di Decripto.org interpreta la sentenza come una conferma che Swag Your Life sia uno schema Ponzi. Tuttavia, questo approccio è scorretto perché:
- La sentenza non definisce Swag uno schema Ponzi, ma si limita a evidenziare che non sono state fornite prove documentali sufficienti a confutare i dubbi sulla sostenibilità del modello.
- Definire Swag uno schema Ponzi senza prove concrete e una sentenza formale è una presa di posizione che rischia di essere diffamatoria.
- Un titolo così forte sembra mirato più a generare audience che a informare correttamente.
“Il problema del giornalismo sensazionalistico è che, nel tentativo di scalare, rischia di danneggiare gravemente aziende e persone senza prove concrete.”
Consulta la sentenza completa
Un invito alla responsabilità
Il giornalismo dovrebbe avere una responsabilità maggiore: informare con onestà e integrità. Critiche costruttive e dibattiti basati su fatti concreti sono indispensabili per migliorare il settore, ma non dovrebbero trasformarsi in disinformazione o speculazione.